mercoledì 8 aprile 2009

Quando l'uomo nulla può...

Con tutto l'affetto e il dolore possibile per le vittime del terremoto che ha colpito l'Abruzzo, per i familiari di chi non c'è più, per le persone vicine, per chi non ha più una casa, per la gente piegata dal dolore e dal vuoto, affinchè possano trovare la forza di andare avanti.

martedì 7 aprile 2009

lunedì 16 febbraio 2009


Si dice che l'Amore sia un percorso per persone coraggiose. 
Tutto il resto è coppia. 

martedì 3 febbraio 2009

Adoro:

fotografare

la presenza della mia famiglia

le persone con quel qualcosa in più

il sushi

i miei capelli

il vino bianco

essere sempre impegnata

dormire

i baci

gli abbracci

la doccia più che rovente

il latte con i biscotti

il mare

ricevere emails

 

 

Odio:

le "mosche volanti" nei miei occhi

i giudizi

dovermi giustificare

il sapore dei superalcolici

pasta e legumi

il mal di stomaco da stress

la banalità

il computer lento

la doccia fredda

qualsiasi fonte di luce mentre dormo

i comportamenti da 15enni

il traffico

la nullafacenza

la superficialità

domenica 1 febbraio 2009

Perchè, io?

Perché scorgo da lontano e quasi con indifferenza angoli inesplorati del mio cuore e della mia mente, angoli che a volte possono portarmi a pensare cose che non vorrei e ad avere paura.

Perché ho combattuto e combatto contro lacrime senza senso, vulnerabili e ribelli, che scendono con prepotenza giù da questi occhi forse stanchi, i miei occhi che hanno paura del futuro, che hanno solo voglia di osservare e fotografare. E vorranno farlo ancora, spero a lungo.

Perché ci penso e credo fortemente che l'Amore non sia una parola da vocabolario, perché si dà il nome "Amore" a qualcosa che invece non può essere nominato e che o scatta o non scatta, che brilla per convenzione nel cuore della gente inutile ma che non per convenzione è l'unica forma di vita vera.

Perché sono quella che non giudica e che accetta le manie di protezione proprie e altrui, che se decide di non accettare si allontana per sempre senza far rumore.

Perchè odio troppo dovermi giustificare.

Perché con l'inutilità della puntualità ci faccio a botte.

Perché ho imparato a vivere del presente che mi circonda abbattendo il punto di domanda sul futuro perché il futuro non esiste ancora e quando esisterà sarà il mio presente, un presente che oggi mi fa stare meglio quando penso a quello che ho, e quello che non ho e che non conosco a volte mi manca e a volte no.

Perché quello che sono non lo sa nessuno e io mi illudo di essere tutta in un posto e poi mi accorgo che di me c'era solo un riflesso, finto.

Perché io sono quella che si fa prendere per mano ma che rimane ferma sulle sue ossa e non c'è verso di schiodarla se non lo desidera con razionalità.

Perché imparo ad avere dubbi, a cambiare idea, perché imparo a crescere e a gestire quando possibile i miei (più o meno) stabili umori..

(to be continued.. maybe)

domenica 25 gennaio 2009

"Se è davvero così, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l'esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno." 
David Grossman

domenica 18 gennaio 2009

sabato 20 dicembre 2008

Mezzo pieno o mezzo vuoto ?

E' la storia della mia vita. E' un alternarsi continuo di punti di vista, e sono tutti miei. La vedo mezza piena 'sta vita, a volte, mezza vuota, altre. Lo vorrei pieno del tutto, 'sto bicchiere. Pieno di bollicine, di brivido, di Vodka frizzante. In questo momento lo vedo in bilico, tale da poter scegliere il punto di vista, e quando ce l'hai la possibilità di scelta solo un idiota non prenderebbe la strada giusta. A volte sono idiota. Ma a volte anche no. Ci provo almeno, vado avanti, stringo i denti e sorrido, fino alla prossima tappa, al prossimo bivio.

martedì 9 dicembre 2008

Non ho praticamente nulla da dire da un po' di tempo a questa parte, anzi, proprio un cazzo. Tutto scorre senza che io possa fermare, modificare, instradare, deviare, scrivere il suo corso. Tutto quello che mi verrebbe da comunicare sarebbe, oltre agli avvenimenti scatenanti che posso anche evitare di raccontare, 1) rabbia 2) impotenza 3)delusione 4)pippe mentali 5)tristezza .. ecco, meglio che me sto zitta, quindi. Addio.

lunedì 24 novembre 2008

domenica 2 novembre 2008

non-sense

"Ci sono persone che volano in alto, altre che volano in basso, e come ci insegna l'esatta matematica che pare non sia un'opinione due linee parallele non si incontrano mai. Se voli in alto te ne accorgi subito, io ho la strana capacità di capire quando le persone hanno due ali forti come il marmo bianco e quando sanno restare ad alta quota, al di là della banalità che c'è in un bicchiere di vino o in un aperitivo miccoso. C'è la vita quotidiana che abbassa un po' di quota, come è giusto che sia. Lo sport, il lavoro, lo studio, la salsa, e di tutto un po'. Ma si vede. Si sente. Basta un comportamento, un respiro un po' più vicino, una parola sussurrata un po' più forte, per capire a che punto stanno le persone. Quasi ho pena per chi le ali non riesce a spiegarle, per chi forse non ci riuscirà mai.."

Qualche tempo fa scrissi queste parole, nate da un discorso fatto con una persona cara attendendo un volo per Roma. E sono parole in cui credo. Fortemente credo. E sono contenta perchè dopo tanto tempo ho avuto l'occasione di poterle mettere nero su bianco.

mercoledì 29 ottobre 2008

Tempo che passa

Arriva un momento in cui ciò che eri tempo fa non c'è più.

Arriva un momento in cui quello che è importante è guardarsi dentro e andarsi bene.
Arriva un momento in cui pensi che la salute sia la cosa più importante, e sticazzi del resto.
Arriva un momento in cui i mal di stomaco sai come farli passare in poco tempo.
Arriva un momento in cui fare buon viso a cattivo gioco è una cosa che ti piace e quasi ti diverte.
Arriva un momento in cui madre e padre da genitori diventano persone.
Arriva un momento in cui pretendi la Tua Vita con tutta te stessa.
Arriva un momento in cui desideri stabilità emotiva anche se poi insegui gli stronzi di turno.
Arriva un momento in cui ti rendi conto che non è che devi piacere per forza agli altri, non è che te ne deve fottere qualcosa di quello che pensano, non è che funziona come Jack che prepotentemente uscì dal gruppo.
Quello che conta sei Tu.

sabato 25 ottobre 2008

domenica 5 ottobre 2008

Pioggia d'ottobre

Domenica. Domenica è sempre domenica. Tanta pioggia questo weekend, dentro e fuori. I vetri della mia macchina pieni di acqua che sgorgava impetuosa, i vetri sulla superficie della mia pelle che premevano con forza. Il freddo pungente della sera, il brivido dentro le ossa che ti ricorda che sei vivo, lo sguardo fisso nel vuoto che ti addormenta con lentezza.
Ho gli occhi aperti. Aperti come quando hai paura. Aperti come quando ti guardi allo specchio per farti bella. Aperti come quando sei incredulo che la vita è proprio questa qua. Con gli occhi aperti è tutto più facile, chiaramente. Mi guardo indietro e vedo bene, finalmente riesco a intravedere com'ero, a misurare quanto ho sopportato, nel bene e nel male, a far fluire l'acqua che è passata sotto quei maledetti ponti, a contare le cicatrici nuove che da rosse sono diventate bianche e sono andate a confondersi con tutte le altre.
Guardo le persone intorno a me, alcune le vedo felici. Molte non sono in grado di capire, molte sono così ferme sulla (loro) superficie delle cose che quasi mi fanno paura, molte non hanno neanche idea di quanto io mi sforzi di dar loro così tanto e di quanto guarda un po' non lo farò più.
Quello che non ho non mi manca. Vedo colori scuri spuntare aggressivi dal ricordo di cui mi sono circondata. Il ricordo dei momenti che mi hanno fatto sentire spezzata in due, con le lacrime che sostituivano il respiro, i pugni che volevano esplodere, i denti che digrignavano irrequieti nascondendo tutto.
Aspetto di non sbagliare, mi fermo a non pensare, a mitigare le idee e la centrifuga dei pensieri remoti che mi spaventano.
Come una donna che ha capito che tanto la vita fa quello che vuole..

sabato 13 settembre 2008

mercoledì 10 settembre 2008

Ciao, come stai?E’ passato un anno esatto , proprio oggi. Era un anno fa quando ero in ufficio e vidi la chiamata di zio sul cellulare. Avevo già capito, ma non volli richiamare subito. Aspetttai qualche minuto, pensando a quello che voleva dirmi zio. Aspettai ancora. Mi dicevo che ormai era successo, sapevo che era una cosa proprio brutta. Anziché zio chiamai mamma. E lei mi disse quello che già sapevo. Te ne eri andato, avevi chiuso gli occhi per dormire un po’. Per dormire un po’ di più. Andai via dall’ufficio immediatamente, iniziò così il viaggio verso casa tua per venirti a trovare. Non ti vedevo da fine agosto, l’ultimo bacio che mi hai dato era sul tuo lettone, guardandomi negli occhi. Poi quel giorno, un anno fa, ti ho rivisto lì, a casa. Eri sereno, stavi così bene che quasi ti vedevo sorridere. E ti ricordo cosi, proprio con quel sorriso. Chissà come stai, che fai. So che mi pensi, perché me l’avevi promesso, so che sai cosa succede nella mia vita. Quest’anno è stato strano, da quando non ci sei più ho alternato momenti di follia a momenti di lucidità, la mia anima non sempre ce l’ha fatta a stare dietro alla mia testa, e viceversa, soprattutto viceversa, direi.. Ho viaggiato molto, come al solito, ogni volta mi dicevi che non mi fermavo mai; ho avuto un contratto di lavoro, ho stretto legami molto belli e importanti con vecchi amici; ho conosciuto gente nuova, talvolta anche in modo strano, se te lo racconto ti metti a ridere; ho avuto delle sorprese, ho imparato a vivere quasi al secondo, ho imparato che nella vita ci sono delle priorità. Sai, mi manchi un po', questo te lo voglio dire. Spero, e so, che continuerai ad aiutarmi, ne ho bisogno sai? Si perché ‘sta vita qua è proprio piena di imprevisti. Ora ti saluto, che magari a leggere con quegli occhialetti ti affatichi. Ciao nonno, ti voglio bene.

mercoledì 27 agosto 2008

Thai

Sensazioni inenerrabili. Presenza di persone importanti. Con me. Si, proprio io.
Le persone che alle volte nella quotidianità vivi in maniera diversa. Le stesse persone che ti coccolano e che ti hanno coccolato e che ti fanno sentire che ti vogliono bene, bene per davvero. E senti di voler ricambiare costantemente. Le persone che oramai fanno parte di te così profondamente che ti chiedi come faresti a vivere senza, e ti rispondi che per fortuna questa domanda non devi portela.

E oltre a loro ce ne erano tante altre, tutti e 17, gran belle persone, gente che ha vissuto il mondo, che ha viaggiato, scoperto popolazioni e posti inesplorati, e ognuno ha avuto qualcosa da darmi, da insegnarmi, da farmi pensare, scoprire. Ognuno con il suo ruolo e la sua presenza, fragile, impavida, dura, tenera e costante.

C'è da dire che un incidente di percorso a causa di un vaccino al braccio (non ve li fate !!) mi ha buttato un po' giù, ancora me lo porto dietro e ho voglia di liberarmene al più presto, anche se ancora non conosco quando passerà tutto.

Ma serve anche questo, a quanto sembra, serve a capire quali sono le priorità della vita e a capire che non è giusto né necessario piangere e star male per cose che la vita ti offre senza che tu gliele abbia chieste, quando una uomo non ti vuole o forse semplicemente non ti merita o non fa per te, quando uno stronzo di turno che si aggira nel tuo cuore ti si vuole soltanto portare a letto, quando a lavoro le colleghe sono isteriche, quando c’è traffico e hai sonno.

Nonostante tutto sono riuscita ad essere lì, in quei luoghi fantastici pieni di luce e di spontaneità.
Gente proveniente da villaggi rurali che ti offre una palafitta contornata da galli e cinghialetti, bimbi pronti ad offrirti un sorriso regalandogli una penna o un quaderno, o magari un semplice tuo gesto d’affetto, una carezza, un buffetto sulla guancia. Animali selvaggi incatenati e che ti guardano negli occhi e riescono a comunicarti gioia mangiando una banana. Il quasi Laos. E l’ilarità, le fotografie, i volti delle donne e dei bambini, e degli uomini, i treni notturni e i denti e le docce alla stazione, rubabandiera, il pesce squalo e il barracuda, e il granchio, Cat e Paesan, le barche e i fiumi selvaggi, le docce con il tubo, la puzza di China Town e gli odori degli spiedini, i tuk tuk e gli impianti stereo, la Singha, i punti discovery, il Thai Massage, il ping pong e il karaoke, il trekking nel fango e i bastoni di bambù, le scimmie e il parco animali di ogni genere, Ayhutaya e i 40 mezzi per arrivate a Phangan, la corda di fuoco e il mare che pizzica di notte e di giorno, Dubai e il paese dei balocchi.. e le vostre voci, che ancora sento quando mi mancate.

Kap Kun Khap / Kap Kun Ka


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domenica 6 luglio 2008

Memories

E' solo della polvere.
Depositata ed immobile.
Sembra ben salda sulla superficie.
Ma basta un dito a sollevarla, un leggero soffio di vento..
Ed eccola lì.. che si sparge.. ovunque..