Con tutto l'affetto e il dolore possibile per le vittime del terremoto che ha colpito l'Abruzzo, per i familiari di chi non c'è più, per le persone vicine, per chi non ha più una casa, per la gente piegata dal dolore e dal vuoto, affinchè possano trovare la forza di andare avanti.
mercoledì 8 aprile 2009
Quando l'uomo nulla può...
Con tutto l'affetto e il dolore possibile per le vittime del terremoto che ha colpito l'Abruzzo, per i familiari di chi non c'è più, per le persone vicine, per chi non ha più una casa, per la gente piegata dal dolore e dal vuoto, affinchè possano trovare la forza di andare avanti.
martedì 7 aprile 2009
martedì 3 febbraio 2009
Adoro:
fotografare
la presenza della mia famiglia
le persone con quel qualcosa in più
il sushi
i miei capelli
il vino bianco
essere sempre impegnata
dormire
i baci
gli abbracci
la doccia più che rovente
il latte con i biscotti
il mare
ricevere emails
Odio:
le "mosche volanti" nei miei occhi
i giudizi
dovermi giustificare
il sapore dei superalcolici
pasta e legumi
il mal di stomaco da stress
la banalità
il computer lento
la doccia fredda
qualsiasi fonte di luce mentre dormo
i comportamenti da 15enni
il traffico
la nullafacenza
la superficialità
domenica 1 febbraio 2009
Perchè, io?
Perché ho combattuto e combatto contro lacrime senza senso, vulnerabili e ribelli, che scendono con prepotenza giù da questi occhi forse stanchi, i miei occhi che hanno paura del futuro, che hanno solo voglia di osservare e fotografare. E vorranno farlo ancora, spero a lungo.
Perché ci penso e credo fortemente che l'Amore non sia una parola da vocabolario, perché si dà il nome "Amore" a qualcosa che invece non può essere nominato e che o scatta o non scatta, che brilla per convenzione nel cuore della gente inutile ma che non per convenzione è l'unica forma di vita vera.
Perché sono quella che non giudica e che accetta le manie di protezione proprie e altrui, che se decide di non accettare si allontana per sempre senza far rumore.
Perchè odio troppo dovermi giustificare.
Perché con l'inutilità della puntualità ci faccio a botte.
Perché ho imparato a vivere del presente che mi circonda abbattendo il punto di domanda sul futuro perché il futuro non esiste ancora e quando esisterà sarà il mio presente, un presente che oggi mi fa stare meglio quando penso a quello che ho, e quello che non ho e che non conosco a volte mi manca e a volte no.
Perché quello che sono non lo sa nessuno e io mi illudo di essere tutta in un posto e poi mi accorgo che di me c'era solo un riflesso, finto.
Perché io sono quella che si fa prendere per mano ma che rimane ferma sulle sue ossa e non c'è verso di schiodarla se non lo desidera con razionalità.
Perché imparo ad avere dubbi, a cambiare idea, perché imparo a crescere e a gestire quando possibile i miei (più o meno) stabili umori..
(to be continued.. maybe)
domenica 25 gennaio 2009
domenica 18 gennaio 2009
sabato 20 dicembre 2008
Mezzo pieno o mezzo vuoto ?
martedì 9 dicembre 2008
lunedì 24 novembre 2008
domenica 2 novembre 2008
non-sense
Qualche tempo fa scrissi queste parole, nate da un discorso fatto con una persona cara attendendo un volo per Roma. E sono parole in cui credo. Fortemente credo. E sono contenta perchè dopo tanto tempo ho avuto l'occasione di poterle mettere nero su bianco.
mercoledì 29 ottobre 2008
Tempo che passa
Arriva un momento in cui ciò che eri tempo fa non c'è più. sabato 25 ottobre 2008
domenica 5 ottobre 2008
Pioggia d'ottobre
Domenica. Domenica è sempre domenica. Tanta pioggia questo weekend, dentro e fuori. I vetri della mia macchina pieni di acqua che sgorgava impetuosa, i vetri sulla superficie della mia pelle che premevano con forza. Il freddo pungente della sera, il brivido dentro le ossa che ti ricorda che sei vivo, lo sguardo fisso nel vuoto che ti addormenta con lentezza. sabato 13 settembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
mercoledì 27 agosto 2008
Thai

Sensazioni inenerrabili. Presenza di persone importanti. Con me. Si, proprio io.
Le persone che alle volte nella quotidianità vivi in maniera diversa. Le stesse persone che ti coccolano e che ti hanno coccolato e che ti fanno sentire che ti vogliono bene, bene per davvero. E senti di voler ricambiare costantemente. Le persone che oramai fanno parte di te così profondamente che ti chiedi come faresti a vivere senza, e ti rispondi che per fortuna questa domanda non devi portela.
E oltre a loro ce ne erano tante altre, tutti e 17, gran belle persone, gente che ha vissuto il mondo, che ha viaggiato, scoperto popolazioni e posti inesplorati, e ognuno ha avuto qualcosa da darmi, da insegnarmi, da farmi pensare, scoprire. Ognuno con il suo ruolo e la sua presenza, fragile, impavida, dura, tenera e costante.
C'è da dire che un incidente di percorso a causa di un vaccino al braccio (non ve li fate !!) mi ha buttato un po' giù, ancora me lo porto dietro e ho voglia di liberarmene al più presto, anche se ancora non conosco quando passerà tutto.
Ma serve anche questo, a quanto sembra, serve a capire quali sono le priorità della vita e a capire che non è giusto né necessario piangere e star male per cose che la vita ti offre senza che tu gliele abbia chieste, quando una uomo non ti vuole o forse semplicemente non ti merita o non fa per te, quando uno stronzo di turno che si aggira nel tuo cuore ti si vuole soltanto portare a letto, quando a lavoro le colleghe sono isteriche, quando c’è traffico e hai sonno.
Nonostante tutto sono riuscita ad essere lì, in quei luoghi fantastici pieni di luce e di spontaneità.
Gente proveniente da villaggi rurali che ti offre una palafitta contornata da galli e cinghialetti, bimbi pronti ad offrirti un sorriso regalandogli una penna o un quaderno, o magari un semplice tuo gesto d’affetto, una carezza, un buffetto sulla guancia. Animali selvaggi incatenati e che ti guardano negli occhi e riescono a comunicarti gioia mangiando una banana. Il quasi Laos. E l’ilarità, le fotografie, i volti delle donne e dei bambini, e degli uomini, i treni notturni e i denti e le docce alla stazione, rubabandiera, il pesce squalo e il barracuda, e il granchio, Cat e Paesan, le barche e i fiumi selvaggi, le docce con il tubo, la puzza di China Town e gli odori degli spiedini, i tuk tuk e gli impianti stereo, la Singha, i punti discovery, il Thai Massage, il ping pong e il karaoke, il trekking nel fango e i bastoni di bambù, le scimmie e il parco animali di ogni genere, Ayhutaya e i 40 mezzi per arrivate a Phangan, la corda di fuoco e il mare che pizzica di notte e di giorno, Dubai e il paese dei balocchi.. e le vostre voci, che ancora sento quando mi mancate.
Kap Kun Khap / Kap Kun Ka

Thailandia pictures.. Click !
domenica 6 luglio 2008
Memories
Depositata ed immobile.
Sembra ben salda sulla superficie.
Ma basta un dito a sollevarla, un leggero soffio di vento..
Ed eccola lì.. che si sparge.. ovunque..




